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Il Laboratorio musicale si inserisce in un percorso nato allinterno del c.s.o.a. Officina 99 che ha portato
fra laltro a ragionare sul modo di fare musica, teatro, informazione...(in una parola cultura) a Napoli e
più in generale. Il quadro che ne è uscito (per la musica come per il resto) è a dir poco deprimente: molti
più posti in cui suonare e sentire musica, ma a scapito della qualità e del rapporto tra pubblico e
musicista, (questultimo sempre più visto come lavoratore nella grande industria dellintrattenimento), e
con costi sempre più inaccessibili....
Come se non bastasse (e lo stesso discorso per il teatro), oltre alla cronica carenza
di spazi dove sperimentare, conoscere e crescere e non solo esibirsi, spesso i circuiti musicali,
teatrali, artistici sono in guerra tra loro, e tendono sempre più a diventare circuiti chiusi (quasi
blindati...). La paura di uscire fuori dal seminato (...quando il seminato ha successo e viene riconosciuto)
comporta ovviamente il ripetere cose già fatte, magari con lievi variazioni sul tema, ed impedisce
che si innestino meccanismi di scambio, contaminazione, deriva...fondamentali per la vita stessa
dellattività culturale di una città....
In poche parole: la musica, il teatro, il cinema (ecc....) stanno diventando sempre di più dei beni, beni che
hanno un costo, spesso insostenibile, beni che perdono sempre più in autenticità.
Beni che sono diretti ad un pubblico specifico, che può permetterseli e capirli, e che escludono invece
quello che in molti casi era il pubblico originario di parecchie manifestazioni artistiche (...eppure
ultimamente si parla tanto di musica popolare, teatro di strada, ritorno all autenticità delle origini...).
Trovare musicisti e artisti in genere che condividevano linsofferenza verso questa situazione e avevano
voglia di tornare sul serio allautenticità del fare musica e del fare artistico, ha fatto sì che si ponessero
le basi per cominciare a cambiare direttamente e in prima persona questo triste scenario che molti
considerano se non altro limitante.
Il laboratorio musicale è oggi uno spazio disponibile ad attuare questinversione di tendenza.
E un luogo fisico ma soprattutto un luogo mentale, dove chi vi entra è completamente sganciato da
qualsiasi logica di mercato e di affermazione personale (almeno in questo spazio). La musica in questo
"luogo" ha valore in sè, in quanto mezzo d'espressione personale e di comunicazione: chi la "fa" e chi la
"ascolta" sono dalla stessa parte, uniti dallo stesso sentimento di condivisione nel creare il "luogo".
Dalla stessa voglia di sperimentare lo scambio, la contaminazione, la possibilità di usare la musica,
limmagine, la parola, il corpo, la voce come mezzo di trasmissione, condivisione, conoscenza,
indipendentemente dalla possibilità di utilizzare quello che ne viene fuori come bene da vendere.
E un luogo dove il vantaggio, per chi partecipa a costruirlo, è la possibilità di superare limiti imposti
da costi, impresari, manager, esigenze di produzione, mancanza di spazi e di progetti...; la possibilità di
avere uno scambio con un pubblico che non viene considerato utente; la possibilità di proporre cose
diverse e conoscerne altre, di sentirsi parte di un progetto più ampio ed ambizioso o semplicemente
complice occasionale...; la possibilità di incontrare altri musicisti, attori, artisti, gente comune in un
contesto diverso come può essere un centro sociale, luogo che da sempre si oppone all addormenta
mento generale ed ora più che mai all efficientissima filodiffusione del pensiero unico.
Il laboratorio musicale è e può essere: uno spazio dove suonare, portare avanti progetti (con o
senza contaminazioni ma comunque non transgenici!), proporre e organizzare stages, corsi di
musica (popolari, a cominciare dal costo), jam session, esperimenti, serate di dibattito, di video,
di ascolto, raccogliere materiale audio e video, testi, fotocopie e metterli a disposizione come
archivio del laboratorio stesso, come le testimonianze che chiunque, passando per questo spazio
o incontrandosi col suo percorso, ha lasciato e lascerà, nelle forme che preferisce.
Daltra parte non pensiamo certo al Laboratorio Musicale, così come ad Officina 99, come a un'isola
felice, sospesa nel tempo e nello spazio: anzi, abbiamo proprio voglia di farci sentire e di diffondere le
nostre idee e il nostro modo di intendere la musica e l'arte in generale e la loro accessibilità. Vogliamo
che in una città come Napoli questo "luogo" diventi anche culturalmente il simbolo di una ribellione all'
appiattimento generalizzato e al qualunquismo, per non essere "standardizzati" nel pensare, per reimpa
rare ad ascoltare e, poi, a farsi capire (suonando, recitando, cantando, parlando...), e ad opporsi quando
quello che ci viene imposto rende anacronistici i nostri sogni e utopistiche le nostre idee concrete.
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