aprile - maggio 2001

 

TEATRoff rassegna teatrale senza sipario

dom 22 apr

prove aperte - 21:30

mar 24 apr

21:30

SPAZIO ZERO

di Andrea Cevoli

con: Carlo Bazzicalupo, Andrea Cavoli, Daniele Di Mauro, Ilaria Migliaccio, Marco Montesano

musiche LAURA-DOLCI VELENI

costumi Sinners

"Spazio Zero" è il risultato dell'autoanalisi di un gruppo di giovani che, nell'affrontare un problema concreto (l'organizzazione di una rapina), percepiscono il vuoto del loro passato ed il nulla nel loro futuro.
La crisi che ne deriva riconduce a scelte definitive per reagire ad una società che vede i giovani come oggetti di sfruttamento economico e non come soggetti sociali.

Andrea Cevoli

dom 29 apr

ore 12
rione Luzzatti/Ascarelli

dom 29 apr

officina - 21:30

STORIA SPETTACOLARE DI GUYELMO EL PESADO CHE VOLEVA ROVESCIARE IL MONDO

di Diego Armando Maradona Montesanto

con Antonella Monetti

elementi scenici Massimo Staich e Grazia Pagetta

foto Angela Maione

testi Maurizio Braucci

musiche Antonella Monetti

regia Davide Iodice

una produzione DAMM/libera mente

Questa è la storia di un qualunque bambino prodigio di una qualunque famiglia povera, in un qualunque sud del mondo. Il sogno di un mondo alla rovescia, dove non si lavora mai se non si ride, dove le galline fanno il miele e il gallo balla e il sole tramonta ogni tre ore e il sud non è più sud... la rivoluzione senza rivoluzionari, la festa eterna...

"Vattene, mostro, bifolco, ignorante, cagatores! Vattene!" urla il Governatore. El Pesado apre le braccia nella luce e la sua bocca lascia nell’aria il suono metallico di tutte le posate cadute ai camerieri che servono ai pranzi dei re che è lo stesso di quelle che cadono durante i litigi sanguinari nelle famiglie numerose dei poveri assassinati dalle parole tutti i giorni. La sua bocca lascia le urla dei bambini impauriti dalla povertà, delle loro insicurezze nelle piazze affollate, del sangue delle loro ferite inutili, le lacrime di tutte quelle cose che si potevano evitare. La sua bocca lascia la rabbia degli sconfitti eterni, l’insonnia delle donne preoccupate che si girano e aprono le cosce notturne per accogliere la fame e le durezze di chi puzza di lavoro. Le risate delle future vedove la sua bocca lascia, le impronte dei fuggitivi, le urine dei carcerati, lo sprofondare degli ammalati abbandonati la sua bocca lascia, e la stanza si fa rossa e bianca di latte e sangue, di notte e di terrore, di lacrime e di sole...

>orari precisi!<

dom 06 mag

prove aperte - 21:30

mar 08 mag NO

mer 09 mag NO

21:30

attenzione, per motivi
indipendenti da noi,
le ultime due date
sono spostate
rispettivamente
a giovedì 10 e
venerdì 11 maggio

Compagnia BABALUC presenta

COre

con: Nicola Laieta, Sergio Longobardi, Cecilia Muti, Julia Sarano

regia Sergio Longobardi

aiuto regia Emanuele Valenti

elementi scenici e grafica Annapaola Bartolomeo detta "Chicca"

costumi Daniela Salernitano

Si ringrazia per il gran CORE: Alessandro Federico, Carmine Pierri, e il T.N.T. Occupato di Napoli

Capita.
Quando non sai dove andare e ti lasci andare fiducioso tra le mille cose che battono FUORI E DENTRO.
Un flusso dove c’è tutto perché tutto sempre è presente, una libertà assai mediata dalle immagini, un' ILLUSIONE che ci vede tutti complici.
Siamo qui, affacciati a una finestra e seguiamo L’EVOLVERSI cercando di trovarci un senso, che appare e scompare soprattutto per noi...un battito...una fuga...una magia comicamente assurda che piange... ride... piange... ride...e nel frattempo vive, frammentandosi in visioni, mondi possibili, puzzle di racconti da ricostruire, senza l’ansia di un solo racconto, con LA TRAGEDIA E LA COMMEDIA di mille storie spezzettate, come se a raccontare fossero GLI OCCHI, che raccontano ciò che vivono, quando vedono...
Dalla voglia di essere o di diventare altro, dalla guerra, dai sussurri che stentano a farsi riconoscere, dalle canzoni amorevoli, da WALZER IMPOLVERITI da numeri di prestigiatori dilettanti, da grida libertarie mai vinte, da contraddizioni sempre presenti. ECCO è da tutte queste cose che PU0’ ACCADERE QUALCOSA, e se accade è semplicemente accaduta.

Sergio Longobardi

ven 11 mag

prove aperte - 21:00

dom 13 mag

mar 15 mag

21:30

ATELLANUS MAKBBE'T

di Alberto Manco (liberamente ispirato a W. Shakespeare)

con: Vincenzo Del Prete, Lucia Mendola, Mauro Milanese

drammaturgia e regia Alberto Manco

elementi di scena e luci Nando Malasomma

elementi di scena e costumi Grazia Pagetta

una produzione THESPIS

Atellanus Makbbèt, o "La tragedia (è) di Lady", che qua non muore dopo troppo pesanti sonnambulismi. Un delirio che ricorre ad un "a parte" che finisce di complicare le cose: con chi parla, a chi si riferisce Lady? Del resto, è ciò che fanno continuamente certune che nessuno conosce meglio di ognuno che sia nella specifica condizione del conoscitore. Il delirio ha voce leggera, e veritiera: Lady usa la terza persona, che disinvoltamente (la) abbandona quando, calata nei meandri della presunzione di conoscenza, si rivolge all’altro. Così, la parola diventa la pesante trave che viene lanciata nello spazio circostante da un leggero e sempre inconsulto movimento di lingua. Tanto più questo movimento lancia lontano quanto più è catapultato dalle molle dell’inconsapevolezza. E può anche precipitare addosso a chi lo “promuove”. L’attore non voleva entrare nella storia, ha fatto tutto quanto potesse per starsene un po’ fuori, di lato, quasi ad osservarla. L’attore è Makbbèt, che pensa ancora, forse, a Macbeth. L’attore lo dice chiaramente: vuole la sua Giuseppina, e non chiede altro che di danzare. E l’attrice spunta fuori assieme all’altro attore invadendo il campo - a pieno diritto – e costringendo l’atellano a improbabili eroiche prove. E tuttavia, chi può sottrarvisi, una volta gettatovi? L’importante è non sentirsi eroi. E poi, non si era perduta ogni traccia, di Lady, come avrebbe voluto, fin dall’inizio, il regista? L’attore, infine e dunque, si trova ad essere attore suo malgrado. Detto questo, quante volte Macbeth avrebbe potuto disfarsi del suo principale nemico? Una sola volta, secondo i piani: la notte in cui il re è ospite. E se avesse diretto i pugnali verso Lady? E’ un’ipotesi. Una delle ipotesi di cui i pensieri, qua, fanno mostra.

>orari precisi!<